Tina Modotti - Contadini che leggono "El Machete", Messico, 1927
Tina Modotti – Contadini che leggono “El Machete”, Messico, 1927

 

Il Messico, la rivoluzione politica-sociale messicana e il giornale “El Machete” hanno contribuito a mettere in primo piano la figura eclettica di Tina Modotti, fotografa e attivista al servizio della società.

Oggi presentiamo un approfondimento dello scatto “Contadini che leggono «El Machete»“, fotografia scattata da Tina in Messico nel 1927.

Come possiamo supporre dalla centralità del soggetto, l’elemento principale di questo scatto è il giornale El Machete, organo ufficiale del partito comunista messicano pubblicato per la prima volta nel marzo del 1924per cui la stessa Modotti ha collaborato, scattando numerose fotografie.

In questo scatto sono racchiusi temi a lei molto cari: il primo è sicuramente il periodico appena citato, circondato da tanti cappelli tipici messicani, che circoscrivono i bordi della fotografia.

Stupisce il fatto che in questo scatto non siano presenti i volti delle persone: omettendoli, Tina rende lo scatto impersonale ma anche universale. L’attenzione concentrata sul giornale della Rivoluzione Messicana fa sì che lo spettatore capisca subito il focus della fotografia.

Un secondo aspetto molto importante è il Messico, rappresentato proprio grazie ai grandi cappelli circolari dei campesinos, contadini e agricoltori che abitano e lavorano, tuttora, la terra nelle zone del Centro e del Sud America. Il Messico rappresenta sicuramente il luogo – la patria – che questa grande fotografa del ‘900 ha amato e a cui ha dedicato molti dei suoi scatti più belli, ma che per ragioni politiche ha dovuto abbandonare improvvisamente.

Il tutto si concentra attorno ad un contesto ben preciso: la Rivoluzione politica e sociale Messicana, evento che condizionerà in maniera significativa la vita di Tina Modotti. 

Ricordiamo che…

Tina Modotti è ancora una giovane ragazza, di umili origini, quando decide di lasciare l’Italia per imbarcarsi su una nave che la porterà direttamente negli Stati Uniti d’America.

La sua carriera inizia come sarta ma, grazie al suo talento e fascino, vestirà anche i panni di attrice in film muti dell’industria hollywoodiana.

Si stanca però presto di questo lavoro: non vuole essere relegata al semplice ruolo di famme fatale, vuole molto di più dalla sua vita.

A poco a poco inizia ad avvicinarsi al mondo della fotografia grazie all’influenza non indifferente del fotografo, e poi amante, Edward Weston che le insegnerà tutto su questa nuova ed incredibile arte. 

Tina apprende molto rapidamente i segreti del mestiere e fa della sua macchina fotografica uno strumento per immortalare espressioni, occhi, volti, fiori e nature morte.

Le fotografie che possiamo ammirare ancora oggi esprimono l’estro geniale di questa grande artista che riesce a creare composizioni ricche di significato e dalla grande valenza estetica.

Decide di trasferirsi in Messico dove è in corso una delle più importanti rivoluzioni sociali della storia, ed è proprio qui che consolida la sua coscienza politica.

Le sue fotografie possono essere definite manifesti sociali: i suoi scatti immortalano persone e composizioni di oggetti che sono intrisi di significati politici, soggetto che Tina riesce a fotografare con grande sensibilità ed empatia.

Questi suoi lavori, che documentano in modo onesto e sincero la realtà difficile e complessa del tempo, avranno una grande risonanza mediatica e la renderanno una delle figure di spicco del suo campo.

 


 

Tina Modotti ha racchiuso, all’interno delle sue inquadrature, simboli e testimonianze del tempo che ha vissuto.

Lo stesso scatto “Contadini che leggono «El Machete»” è capace di restituire un’istantanea, unica e irripetibile, della storia.

Ecco quindi che il titolo della mostra Tina Modotti – l’Umano Fervore sottolinea quanto Tina fosse appassionata al suo lavoro e di come riuscì a trasmetterlo attraverso i suoi scatti, tra armonia delle composizioni ed espressività dei volti da lei ritratti.