Quando la fotografia diventa strumento per ricostruire un inedito rapporto tra madre e figlio

 

Lo Spazio Espositivo PR2 ospita, dal 3 al 19 settembre 2021, la mostra fotografica “Maman t’es où”, del giovane autore di origini francesi Hugo Weber. Il progetto si inserisce all’interno della rassegna SPAZIO30 che offre l’opportunità ad artisti, curatori e creativi di realizzare il proprio progetto artistico nello spazio espositivo di PR2.

 

Hugo Weber è figlio d’arte: sin da bambino passa molto tempo nella camera oscura, in quanto sua madre, Agnes Weber, lavora come fotografa. I due hanno un rapporto conflittuale, bruscamente interrotto nel 2011, quando Agnes lo obbliga a lasciare la casa materna per emanciparlo e renderlo più forte.

 

Il progetto di Weber comincia a prendere forma nel 2015, dopo che un violento ictus colpisce la madre. In seguito ad esso, la donna riporta danni permanenti, ma non percettibili allo sguardo: il suo handicap è parziale e la mette nella condizione di avere difficoltà a svolgere le più semplici attività.

La loro grande passione comune, quella per la fotografia, diventa allo stesso tempo uno strumento terapeutico, per fare i conti con una nuova immagine della madre e della donna, e un modo per ricostruire un inedito rapporto, riscoprendo un amore materno perso sin dall’adolescenza.

 

Agnes Weber


ORARI

  • Da MAR a VEN dalle 15:00 alle 20:00
  • SAB e DOM dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 20:00

BIO

Hugo Weber è nato a Parigi nel 1993 e si trasferisce a Milano nel 2002. Cresce in un ambiente stimolante e creativo e, fin dall’infanzia, si appassiona all’arte spaziando tra disegno, graffiti e fotografia. Collabora, seppur ancora molto giovane, con diversi fotografi; la svolta avviene nel 2016 quando diventa assistente di Alex Majoli, pluripremiato fotoreporter italiano.  

Negli anni ottiene diversi premi e riconoscimenti nazionali e internazionali, come il Premio Ghost. Pubblica su diversi magazine, tra cui ilManifesto, D la Repubblica, Fish eye, Polka, VICE.
Ad oggi, e a partire dalla collaborazione con Majoli, Hugo ha deciso di dedicarsi a tempo pieno ai suoi progetti personali, tanto da pubblicare, nel 2019, il suo primo libro fotografico 5341, racconto del quotidiano di via Boifava, nella periferia sud di Milano.

Ad oggi lavora al suo secondo libro Monika des Gravats, storia di un pittore transessuale che ha costruito una bidonville in una banlieue di Parigi.

In parallelo alla sua attività di fotografo – autore, Hugo svolge anche l’attività di post produttore per libri fotografici, tecnico luci e curatore per mostre.


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