“Ravenna incontra l’arte” ha deciso di raccontarsi rispondendo ad alcune delle nostre domande. Presenti all’incontro quattro dei 25 artisti attualmente in mostra nelle sale espositive di PR2: Emilio Mascanzoni, Tatiana Dobrodii, Ezio Pattuelli e Mauro della Casa, presidente dell’associazione.

  • Come nasce la vostra associazione? 

La nostra è un’associazione no profit che nasce nel 2008, mettendo insieme non solo artisti ravennati ma anche bolognesi e marchigiani. Inizialmente esponevamo solo in Via Diaz, in cui ci riunivamo una volta al mese. Gli scorsi anni, a causa dell’emergenza Covid, abbiamo avuto un momento di stallo in cui non sapevamo che futuro avrebbe avuto l’associazione. Tuttavia, da quando lo scorso ottobre Mauro della Casa ha accettato di diventare il presidente, siamo riusciti a rinnovare “Ravenna incontra l’arte”. Oggi esponiamo in diversi spazi, come PR2, in cui in futuro ci piacerebbe tornare.

All’inizio eravamo molto selettivi, non accettavamo artisti che rappresentassero stessi soggetti o che utilizzassero stesse tecniche. Dopo aver rinnovato l’associazione, abbiamo pensato che non fosse giusto, in fin dei conti ognuno è fatto a suo modo e si esprime in maniera diversa, anche sullo stesso soggetto. Adesso siamo in 25 e diventa sempre più complesso trovare luoghi in cui poter dare spazio a tutti, però la nostra ricchezza sta proprio in questo: 25 artisti diversi tra loro che si confrontano in un unico spazio.

  • Cosa significa per voi Ravenna?

La nostra associazione nasce a Ravenna ed è da sempre legata a questo territorio. Oggi, grazie alla presenza di nuovi associati di provenienza internazionale, ci stiamo aprendo verso realtà differenti. Il nostro obiettivo è che l’associazione sia sì un punto di aggregazione a Ravenna per artisti di diversi generi, ma anche un trampolino per affacciarsi fuori dalla città. Infatti, è attraverso l’associazione che molti di noi vengono a conoscenza di bandi che ci permettono poi di partecipare individualmente a mostre e progetti esterni a Ravenna. Sarebbe bello, in questo senso, collaborare anche con altre associazioni dello stesso ambito.

  • Perché il pubblico dovrebbe venire a visitare la vostra mostra a PR2? Che messaggio volete lasciare?

Noi pensiamo che nell’arte non può esistere il bello assoluto. Ognuno ha una propria sensibilità, si esprime in maniera diversa. Realizzare un’opera d’arte significa sentirsi smuovere qualcosa da dentro, esprimere un’emozione particolare che non può non essere soggettiva. Il pubblico, poi, apprezza cose differenti: ad esempio, c’è a chi piace l’iperrealismo e a chi, invece, l’astrattismo. Siamo tutti diversi! Il bello delle nostre mostre è proprio questo: facciamo della diversità il nostro punto di forza.

Infatti, in futuro ci piacerebbe coinvolgere altri artisti, magari mosaicisti, poeti e altri scultori così da rendere le nostre mostre più movimentate e dare al pubblico più varietà.

  • In un momento così critico per la nostra società, l’arte può essere un mezzo per creare ponti?

Secondo noi sì e la nostra associazione, nella sua multietnicità, ne è un esempio. Siamo tutti amici oltre che colleghi, perché l’arte unisce al di là della diversa nazionalità o cultura. L’arte abbatte muri, è sopra le questioni politiche, cerca sempre di salvare e non di distruggere. L’arte è bellezza e amore, aiuta a superare momenti difficili.

Tuttavia, l’arte oggi non ha più la considerazione di una volta. In un’epoca tecnologica come la nostra, il mondo dell’arte è in crisi: c’è da lottare parecchio per farsi vedere, apprezzare e anche per vendere. Ad ogni modo, pensiamo che i tempi stiano cambiando, la storia si ripete sempre. Fino a qualche decennio fa l’arte era per pochi, oggi è diverso. L’arte è arte, se si capisce questo allora sì che può creare ponti. Bisogna andare avanti e crederci.

Emilio Mascanzoni, Mauro della Casa, Tatiana Dobrodii, Ezio Pattuelli.
  • Come è stata la vostra esperienza a PR2?

Per noi è stata un’esperienza molto piacevole. PR2 è un bel posto, artistico nella struttura stessa.

Molti di noi espongono spesso a Speyer, città gemellata con Ravenna, che nonostante i 50 mila abitanti è ricchissima di luoghi così. Qui in città, invece, mancano luoghi come questo in cui gli artisti hanno la possibilità di esporre. Uno spazio come PR2 è molto importante per Ravenna, ne abbiamo bisogno perché permette a molti come noi di partecipare alla vita della città e garantisce anche varietà nella stessa offerta culturale.

Per tutte le info e i dettagli relativi alla mostra vi rimandiamo alla pagina: Ravenna incontra l’arte.