Una foto di Alessandra Valletti, dalla mostra "Cu nesci, arrinesci"

In occasione della mostra fotografica “Cu nesci, arrinesci, nella quale Alessandra Valletti ripercorre il legame con la sua terra d’origine attraverso foto intime che rievocano le atmosfere familiari della casa dei suoi nonni, vi proponiamo un piccolo approfondimento sulla rivista Suq. Unconventional Sicily.

Suq. Unconventional Sicily, un misto tra magazine e photobook, è una rivista nata nel 2017 da un gruppo di fotografi, viaggiatori e grafici siciliani.

Un’iniziativa tutta made in Sicily, che si pone come principale obiettivo quello di far conoscere il patrimonio non-convenzionale dell’isola, e la fotografia costituisce il mezzo privilegiato per raggiungerlo. L’immagine ha, infatti, una grande forza comunicativa, è veicolo di informazioni “proprie” non riproducibili con altri mezzi, in grado di suscitare e richiamare emozioni immediate.

Il progetto, nato dall’iniziativa di Francesco Cusumano e Francesco Blancato, deriva dall’esigenza di riscoprire la vera essenza della Sicilia, e soprattutto l’ausilio della fotografia dà la possibilità di osservarla attraverso una prospettiva del tutto inedita, liberandola dagli stereotipi comuni con i quali si tende a guardarla, e portando a conoscere ciò che della Sicilia ai più è sconosciuto.

La copertina dell'ultimo numero di Suq. Magazine

Per usare le parole degli stessi promotori della rivista:

“In Suq comunichiamo la bellezza, il territorio, la cultura. Gli elementi tangibili e intangibili, i simboli, le storie, i contrasti, i sogni, le speranze. Scaviamo nel sottosuolo perché ci interessa ciò che è inesplorato, sotterraneo. La zona d’ombra. Lo sguardo sulla diversità e sull’autentico.”

“…vogliamo camminare verso la soggettività, la profondità, la grandezza delle cose semplici e originali. Contro la tendenza attuale dell’iper-digitalizzazione vogliamo scommettere su un prodotto cartaceo per recuperare la qualità perduta delle cose fisiche che profumano di verità. Obiettivo di Suq è quello di presentare e raccontare il substrato di un’isola che da troppo tempo, ormai, è paralizzata dai simboli e dai suoi stereotipi. Come cacciatori di patrimonio proponiamo nuovi modi di fruire e vivere il nostro continente: la Sicilia.”

Attraverso le pagine della rivista si ha la possibilità di immergersi nei vari scenari siciliani presentati, in un insieme misto di sensazioni familiari e nuove, grazie alla commistione di storie che riguardano luoghi ma anche persone e che sono frutto del viaggio dei vari autori. Un modo alternativo di raccontare la Sicilia, che suscita un grande richiamo e un forte senso di nostalgia in coloro che hanno lasciato la propria terra.

“La Sicilia è dunque della Calabria per chi la guarda dallo stivale, del mare per chi la guarda da una barca e della Sicilia solo per chi la vede dal suo dentro, senza essersene allontanato mai”

Possiamo dire che queste parole racchiudono il senso della mostra “Cu nesci, arrinesci”, attraverso la quale Alessandra ci racconta il suo rapporto particolare con la Sicilia, il senso di appartenenza a questa terra, a lei vicina ma al contempo distante, dalla quale è andata via da piccola ma, appunto, senza essersene allontanata mai.

 “In un paese dove le impronte se le porta il vento, chi vuole esistere deve continuare a imprimere sul cammino il suo passaggio. Andare sulla nuda pietra, ascoltare, osservare. Viaggiare.”