VINCITORI

Per l’edizione 2021 del concorso Camera Work la giuria tecnica ha selezionato tre vincitori:

Vince, il primo premio Martina Zanin, con il progetto “I Made Them Run Away” per la pertinenza tematica e la freschezza linguistica e poetica che scardinano la logica patriarcale e sottolineano la centralità della figura femminile nei rapporti umani. Il dialogo ideale fra Dante e Beatrice alla base della Vita Nova, in questa serie di immagini si trasforma in un legame d’amore fra una madre e una figlia, esplorando la transizione dei sentimenti all’interno di una relazione, come compassione e rabbia, amore e odio.
Martina Zanin wins the first prize, with the project “I Made Them Run Away”for the thematic relevance and the linguistic and poetic freshness that dismantles the patriarchal logic and emphasize the centrality of the female figure in human relationships. In this series of images, the ideal dialogue between Dante and Beatrice at the basis of the Vita Nova is transformed into a bond of love between a mother and a daughter, exploring the transition of feelings within a relationship, such as compassion and anger, love and hatred.
@martinalucyzanin__

Vince il secondo premio Buhlebeweze Sawani, con il progetto Ukuqhaqha (The Undoing), per aver proposto una visione sociopolitica del tema dell’amore in una dimensione che – attraverso una meditazione sull’identità – si allarga ai luoghi e all’ambiente. Se la Beatrice di Dante è un simbolo trascendente di una figura spirituale dell’amore, questo progetto presenta l’amore nella sua esistenza come pratica affettiva, come cifra di relazioni eterogenee con altri esseri, oggetti e spazi.
Buhlebeweze Sawani wins the second prize, with the project Ukuqhaqha (The Undoing), for proposing a socio-political vision of the theme of love in a dimension that – through a meditation on identity – extends to places and the environment. If Dante’s Beatrice is a transcendent symbol of a spiritual figure of love, this project presents love in its existence as an affective practice, as a symbol of heterogeneous relationships with other beings, objects and spaces.
@buhlebezwesiwani

Vince il terzo premio Valentina D’Accardi, con il progetto DÜSSELDORF, per la grande aderenza al tema: come nella Vita Nova l’amore ruota attorno alla perdita e diviene poi forza per un rinnovamento, così D’Accardi elabora il progetto in maniera concettuale, presentandolo con caratteristiche di profondità poetica date da una visione fortemente introspettiva.
Valentina D’Accardi wins the third prize, with the project DÜSSELDORF, for her great adherence to the theme: as in Vita Nova, love revolves around loss and then becomes a force for renewal, in this manner D’Accardi elaborates the project in a conceptual way, presenting it with features of poetic depth given by a strongly introspective vision.
@valentinadaccardi

Camera Work/OFF

Le tre vincitrici vengono affiancate, come consuetudine, da altrettanti 21 artisti, facenti parte del Festival OFF. Essi presentano a loro volta altrettante letture del tema: l’amore come linfa vitale dei rapporti; un amore senza veli, spoglio di vergogna, presentato da chi appartiene e sostiene le comunità LGBTQ+; un amore che muta e cambia l’individuo nel tempo, trasformandosi lungo la storia. La giuria arricchisce e premia infine i progetti che, seguendo una proiezione più contemporanea della fotografia, vengono realizzati con tecniche anticonvenzionali. Abbiamo quindi proiezioni site-specific, uso di termo-camere radiometriche, schermate di cellulari e fotografie a 360°.

Di seguito la lista dei 21 artisti selezionati:

  • Luca Arboccò
  • Alessio Angilletta
  • Domenico Camarra
  • Andrea Camiolo & Arianna Zanetti
  • Marina Caneve
  • Alberto Ceresa
  • Tomaso Clavarino
  • Valentina De Santis
  • Alex Garelli
  • Giulia Hrvatin
  • Rosa Lacavalla
  • Sara Lorusso
  • Andrea Marcantonio
  • Sara Marinangeli
  • Caterina Morigi
  • Elisabetta Pallini
  • Camillo Pasquarelli
  • Caterina Erica Shanta
  • Torremozza
  • Suzanne Van Der Borg
  • Jonas Van Der Hagen

La giuria tecnica che ha selezionato i vincitori di questa edizione era composta da:

Silvia Camporesi (Forlì, 1973)Laureata in filosofia, attraverso i linguaggi della fotografia e del video costruisce racconti che traggono spunto dal mito, dalla letteratura, dalle religioni e dalla vita reale. Negli ultimi anni la sua ricerca è dedicata al paesaggio italiano. Dal 2004 tiene personali in Italia e all’estero.Nel 2007 ha vinto il Premio Celeste per la fotografia; è fra i finalisti del Talent Prize nel 2008 e del Premio Terna nel 2010; ha vinto il premio Francesco Fabbri per la fotografia nel 2013, il premio Rotary di Arte Fiera 2015, e il Premio BNL 2016. Ha pubblicato cinque libri: “La Terza Venezia” (Trolley, 2012); “Journey to Armenia” (Quaderni di Gente di Fotografia, 2014), “Atlas Italiae” (Peliti Associati, 2015), “Il mondo è tutto ciò che accade” (Danilo Montanari Editore, 2019) e “Doppio sguardo” (Contrasto Books, 2019). Affianca l’attività artistica all’insegnamento. Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private, tra le quali: MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Roma; Mart – Museo d’Arte Contemporanea di Rovereto (Tn); Gruppo BNL, Milano.

Giangavino Pazzola (Sassari, 1981). Ph.D. in Urban and Cultural Studies al Politecnico di Torino, dal 2018 è associate curator a CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia dove ha in carico il programma europeo FUTURES Photography per i giovani artisti e ha co-curato diverse mostre.
È membro del Board di curatori della fiera The Phair (2019). Visiting researcher all’University of Birmingham, ha scritto su arti contemporanee a Torino (OCP, 2018) e pubblicato un libro sui centri di produzione culturale indipendente (GAI, 2017), oltre a ricerche su riviste accademiche internazionali e nazionali.

Carlo Sala (Treviso, 1984). Critico d’arte, curatore e docente al Master in Photography dell’Università Università IUAV di Venezia; Direttore artistico di Photo Open Up – Festival internazionale di Fotografia promosso dal Comune di Padova; Membro del comitato curatoriale della Fondazione Francesco Fabbri Onlus per cui si occupa della curatela scientifica del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee e del Festival F4 / un’idea di Fotografia. Nel 2010 ha curato con Nico Stringa il Padiglione Venezia alla XII Mostra internazionale di Architettura, People meet in architecture, La Biennale di Venezia. Collabora come curatore indipendente con realtà museali e con gallerie private come il Museo Fotografia Contemporanea e il Mart – Museo d’Arte Contemporanea di Rovereto (Tn). Suoi saggi e testi critici sono apparsi in varie pubblicazioni edite, tra gli altri, da Allemandi, Marsilio, Mimesis, Bruno Mondandori e Skira. Collabora con le riviste ARTRIBUNE e Genda.