Quaderni di viaggio

Storie di percorsi, cammini, itinerari metaforici

Il viaggio e il cammino da sempre aprono la vita dell’uomo a nuovi mondi e a nuove dimensioni dell’esistenza, attraverso rotte fisiche e mentali, compiendo viaggi estremi oppure minimi verso terre ignote oppure conosciute.
Diventano metafora della vita dell’uomo e della sua re-invenzione continua, del perdersi e del ritrovarsi, disegnando la propria personale carte de tendre o, al contrario, cercando una perfetta/imperfetta adesione al piano della realtà.
Ognuno ha il suo “cammino”: errare, vagabondare senza meta e senza scopo, o seguire un percorso, una mappa già scritta da qualcuno.
Alle volte si sceglie la deriva, scoprendo luoghi e spazi emozionali che segnano, grazie al succedersi di memoria e oblio e attraverso una psicogeografia arbitraria, il landmark della città e del paesaggio postmoderni, liquidi e in continua ridefinizione.
Altre volte si sceglie il tracciato definito, il cammino fornito di punti di riferimento, di certezze, di stelle polari da seguire verso i luoghi del “Sacro contemporaneo”; un sacro che è collettivo e insieme personale.
In questo non c’è contraddizione, perché ogni cammino, anche se tracciato da altri, porta con sé le sue “derive”, i suoi incontri inaspettati, i suoi riverberi lirici.
A volte il sacro è per le vie antiche, nella storia, attraverso i boschi, nei deserti, ma anche nelle città, nella banalità apparente di luoghi ordinari, nelle storie da riascoltare, nelle memorie da raccogliere, nelle relazioni da raccontare, nelle esperienze da condividere, nei paesaggi/passaggi che da fisici si fanno pienamente interiori.
La relazione con il mondo porta sempre con sé come esperienze necessarie il “mettersi in cammino” e il viaggio, come corpo e pensiero.
Sono tante le sfumature possibili e la libertà d’indagine e di racconto che offre un tema che, più di altri, riflette un topos contemporaneo estremamente attuale e ricco di possibilità espressive.