La Galleria d’Arte Contemporanea PR2 nasce nell’ambito del progetto “Arte in Comune”, avviato all’inizio del 2016 dal Comune di Ravenna, Assessorato alle Politiche Giovanili, in collaborazione attiva con l’Università di Bologna, Campus di Ravenna, con lo scopo di dare un luogo alla libera creatività giovanile nelle sue diverse forme espressive. Uno spazio espositivo dedicato espressamente agli artisti emergenti nel panorama artistico nazionale, nato al fine di incentivare e promuovere opere artistiche e rassegne culturali dal profilo altamente innovativo.

Le iniziative del 2016 sono state interamente dedicate al tema della street art, declinata nelle sue varie forme, dalla biografia di famosi writers raccontata dagli scatti della fotografia artistica (Basquiat per Lee Jaffe) agli approfondimenti teorici di discussione sui temi culturali sottesi alla street art (Underground Story, di Marco Pesaresi).
Nel 2017 è stato lanciato Camera Work, concorso fotografico che ha registrato la partecipazione di giovani provenienti da tutto il mondo e ha premiato con mostre personali. Da quel momento PR2 si dedica unicamente alla fotografia, visto il particolare interesse che riveste oggi questa forma d’arte, soprattutto tra i giovani. La mission è quella di offrire una proposta culturale variegata, che spazia dalle mostre di giovani fotografi emergenti, a quelle di artisti – locali e non – affermati in tutto il mondo, fino ai workshop d’autore dedicati ai giovani amanti della fotografia.

Palazzo Rasponi 2, anche noto come Ex Tribunale, è situato in via Massimo d’Azeglio 2, a Ravenna. Di questo edificio non si conosce l’epoca di costruzione, ma la sua struttura e architettura suggeriscono sia stato costruito sul finire del 1600. Pare che il ramo dei Rasponi detto “del Cavaliere” lo avesse fatto costruire come atto di provocazione ai rivali Rasponi dalle Teste, il cui palazzo, attiguo, rimaneva parzialmente in ombra a causa della nuova costruzione.

Il restauro del fabbricato si deve all’architetto ravennate Camillo Morigia che, su incarico del cavalier Federico Rasponi, intorno al 1789, restaurò la costruzione preesistente intervenendo su facciata e scalone, realizzando anche il massiccio portale d’ingresso in pietra d’Istria, come riporta anche Corrado Ricci nelle sue Guide di RavennaLo stato attuale non rende giustizia alla fama dei ricevimenti qui tenuti da Federico Rasponi, importante cittadino e politico, tra i fondatori dell’Accademia di Belle arti: molti vani sono stati impoveriti e modificati in funzione della destinazione dell’edificio a Palazzo di Giustizia, avvenuta con l’acquisto statale nel 1865, dopo l’estinzione del ramo della famiglia di Federico nel 1863.
Oggi il palazzo è sede di uffici comunali.